Il cane e il palo: Libertà di informazione
post pubblicato in
diario, il 26 settembre 2009
Una mano nera minacciosa
sta per calare sulla trasmissione televisiva più discussa del momento.
"AnnoZero, si muove il governo" titola un articolo della Repubblica,
quotidiano diventato nemico giurato del premier Silvio Berlusconi. Ancora, “AnnoZero, via all’istruttoria; Schifani alla Rai: basta gossip” è, invece, il commento
del Corriere della Sera.
E’ bastata una sola
puntata, “Farabutti”, ad esacerbare il dibattito politico e far scendere in
campo i paladini a difesa del Cavaliere. Il tema della discussione? Il caso
escort che ha coinvolto il premier e che ha riempito i giornali nazionali e
internazionali, ma, soprattutto, la questione della libertà di informazione. Ma,
forse, ciò che ha colpito maggiormente la sensibilità dei nostri politici (dell’ala
destra del nostro Parlamento) è stata l’intervista che ha riguardato la signora
direttamente coinvolta nel caso escort, tale Patrizia D’Addario. Perché questa
intervista dà poi così fastidio? Finora sui giornali non si è parlato d’altro…
addirittura la signora-rina l’abbiamo vista alla mostra di Venezia tra le varie
comparsate di turno. Eppure, come è
stato sottolineato durante la trasmissione “incriminata”, nessuna televisione
nazionale sembra aver finora dato spazio alla versione dei fatti della D’Addario in
una intervista. A questo ha posto rimedio, per così dire, AnnoZero giovedì
sera. E questo ha permesso a circa 5 milioni di italiani di sapere come le cose
sono andate (ovviamente secondo le dichiarazioni della D’Addario e secondo le
di lei registrazioni). In questo modo 5 milioni di italiani, che difficilmente sarebbero stati
raggiunti attraverso dei quotidiani “sovversivi” e “anti-italiani” come
Repubblica, Unità e Corriere della Sera, hanno potuto sapere. Un punto a favore della libertà di
informazione si potrà dire… per qualcuno forse no. Per questo ultimo le cose
sarebbero diverse: infatti si afferma che la libertà di informazione sussiste proprio
per la presenza in tv di trasmissioni come AnnoZero, Che tempo che fa, Report, o Parla
con me della Dandini che attaccano e assillano il governo Berlusconi. Ma, a mio
modesto parere, cercare di mettere i bastoni tra le ruote, o boicottare tali
programmi consiste proprio nel cercare di restringere la libertà di
informazione. Faccio alcuni esempi. AnnoZero è forse una trasmissione un po’
faziosa, schierata politicamente, ma, come fa notare Santoro, è tra le poche
trasmissioni che non si finanzia attraverso il canone, ma attraverso la
pubblicità. Report è un ottimo programma di inchieste, non schierato, a cui si
minaccia di sottrarre la copertura legale. Videocrazy è un film che descrive
l'ascesa delle tv private italiane negli ultimi 30 anni e l'affermarsi di
veline, tronisti e della filosofia dell'apparire per essere qualcuno: il
trailer di questo film, presentato alla mostra di Venezia, è stato censurato da
Mediaset (ovviamente) ma anche dalla Rai. La Rai è una tv pubblica, non di regime e su di essa
DEVE essere garantita anche la presenza di trasmissioni che possano liberamente criticare l’operato
del governo e la condotta del suo primo ministro, laddove discutibile.
Concludo con una citazione
fatta da Enrico Mentana durante la prima puntata di AnnoZero: l’informazione non dovrebbe essere quel
cagnolino controllato col guinzaglio, ma quello che orina sul palo ( vedasi chi ci
governa), laddove sia doveroso.