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Navigo nei mari procellosi della mia psiche
Il Pensiero, il più grande dei doni
post pubblicato in diario, il 12 dicembre 2012


Avevo forse poco più di 18 anni quando l'ho ascoltata la prima volta. Mi sono bastati pochi secondi di quel motivo strano, ritmato a colpi di chitarra classica, per venirne letteralmente catturato. In verità, ne ascoltai soltanto il ritornello, in quella pubblicità capitata lì per caso.
Mi bastò: dovevo averla.
Ciò che ti colpisce di una canzone è, dapprima, il motivo: ti entra nel sangue, ti prende tutto e senti quasi le ali che ti spuntano dalle spalle.
Quando ne ho letto il testo, ho capito che in realtà non era una semplice canzonetta, ma qualcosa di più profondo, poetico e al contempo filosofico.
"Come è profondo il mare" è una metafora che racconta la storia passata, quella del 900, ma appare oggi terribilmente attuale. A partire dalla prima strofa, si fa riferimento ai comunisti, al popolo della sinistra, i gatti neri, i pessimisti,
i cattivi pensieri, e al difficile periodo degli anni 70, quando c'era il pericolo di essere aggrediti per strada; alla forte presenza delle forze dell'ordine, le mosche che Dalla chiede al padre cacciatore di cacciar via; alla difficile situazione lavorativa che impedisce al popolo di aspirare ad una vita decorosa; alla politica, che allora come oggi, non persegue altro scopo che quello di seguire la logica del "divide et impera", per assicurarsi una posizione di preminenza nella società. E via di seguito, attraverso una sottile metafora, Dalla descrive la Rivoluzione d'ottobre, che intendeva "innalzare per un attimo il povero ad un ruolo difficile da mantenere" con la dittatura del proletariato, che poi ha condotto ad una condizione di  miseria: "poi lo lasciò cadere a piangere ed a urlare". E ancora, lo scoppio della seconda guerra mondiale, a partire dalla Repubblica di Weimar "il povero come un lampo sicuro cominciò una guerra" la blitzkrieg o guerra lampo, fino alla prigionia e agli esperimenti sul popolo ebraico "
poi una storia di catene, bastonate e chirurgia sperimentale"... senza dimenticare la bomba atomica sganciata dall'Enola Gay o " l'aviatore che inventò la commozione" che concluse la guerra a "danno" dei giapponesi, "i brutti che si videro consegnare un pezzo di specchio per potersi guardare".
L'ultima parte è una sorta di elogio del Pensiero, ciò che ci distingue da ogni altro essere vivente. Il pensiero assimilato al mare, all'oceano è qualcosa di "profondo" di potente, una forza difficilmente tollerabile da parte di chi "comanda" -  certo chi comanda non è disposto a fare distinzioni poetiche - che non si può contenere o bloccare.
Così, chi comanda, ovvero la politica, l'industria e la classe dirigente, non ha al
tro modo di contenere il pensiero se non distruggendolo, promuovendo i tagli sulla cultura, sulla scuola, sulla crescita delle menti.
Quanto ancora attuale è questa canzone: grande Lucio

Così stanno bruciando il mare
Così stanno uccidendo il mare
Così stanno umiliando il mare
Così stanno piegando il mare
 
 
Aumenti divini: la logica del do ut des
post pubblicato in diario, il 16 gennaio 2010


E' vero, il nostro è un cattolicissimo governo. Su questo non c'erano dubbi. Poi bisogna considerare che tra meno di due mesi ci saranno le elezioni regionali e lì bisogna stare attenti, non si possono commettere passi falsi: c'è bisogno dell'aiuto dell'elettorato cattolico. Dopo gli alti e bassi nei rapporti tra governo - Berlusconi - e la santa madre Chiesa degli ultimi tempi, bisogna correre ai ripari e ricucire tutto come se niente fosse successo. Le presunte "serate galanti" del premier con delle escort debbono essere cancellate dalla memoria degli elettori, così come bisogna distogliere l'attenzione dal nuovo divorzio che vede coinvolto il premier con la signora Lario. La soluzione? Aumentare gli stipendi degli insegnanti. Chissà perchè non ci hanno pensato prima e subito. Esulteranno finalmente le migliaia di insegnanti che vedranno ricompensate le proprie fatiche dietro quei monellacci che di imparare, forse non nella maggioranza dei casi, non ne vogliono sapere. Un momento... debbo purtroppo rettificare: solo gli insegnanti cattolici avranno il sospirato aumento. E sì, un ulteriore privilegio che il Ministero dell'Economia concede a questi insegnanti: sarà perchè da parte loro ci sarà un maggiore impegno nell'insegnamento rispetto, ad esempio, di un insegnante di inglese. Vuoi mettere la difficoltà nell'insegnare la religione cattolica a un gruppo di ragazzi che durante la lezione pensano solo a farsi i compiti e gli esercizi delle altre materie rispetto a quella di insegnare inglese. Certo al nostro governo preme più che i ragazzi italiani conoscano la religione cattolica e siano devoti all'altare: conoscere bene l'inglese o la storia sono questioni di secondo piano. Certamente allora dalle scuole italiane usciranno tante belle pecorelle che "il buon pastore" saprà guidare verso la "retta" via.
In buona sostanza un'ulteriore conferma della non laicità dello Stato Italiano. L'importante è fare voti: Chiesa e governo Berlusconi a braccetto.
Uno, cento, mille condoni
post pubblicato in diario, il 29 dicembre 2009


Lo Scudo Fiscale è stato un vero "successo". Esulta il Tremonti soddisfatto: < Rimpatriati 95 miliardi di euro >. Il nostro governo, dopo aver tagliato a destra e a manca, ha trovato le risorse necessarie per coprire la spesa pubblica. Ma ci sarà ancora da "gioire": ci sono ancora 30 miliardi da raccogliere, quasi una manna dal cielo. La morale quale è ? Molto semplice: quello italiano è un popolo di evasori fiscali. 95 miliardi di euro non sono certo bruscolini,valgono "ben oltre 6 punti di prodotto interno lordo" afferma il Tesoro. Ma non è la sola morale. C'è da aggiungere che chi ci governa incoraggia a perseguire la strada dell'evasione, perchè tanto in futuro ci sarà sempre bisogno di fresca liquidità e si potrà prevedere di riproporre un tale intervento: un successivo condono. E gli evasori sarannno ben lieti di offrirsi al gioco: cosa sarà mai quella minuscola sanzione di un 5 o un 2% sulle somme da rimpatriare. Così va in Italia. Cambierà mai qualcosa?   
E continuano a chiamarle ideologie
post pubblicato in diario, il 10 dicembre 2009


Sono sempre più convinto di aver titolato in maniera corretta il post di qualche giorno fa. "Delinquenza di Governo" è l'espressione che meglio rispecchia lo stato d'animo di chi da lontano osserva la quotidiane vicissitudini della politica italiana. Il processo breve non è che la punta dell'iceberg delle deplorevoli iniziative che il governo intende assumere, spesso con il mal celato appoggio di un'opposizione fantasma, ombra di se stessa o di quella che idealmente dovrebbe essere. Facendo mente locale, non sorprende più il dover leggere sui quotidiani la sua assenza nelle situazioni più importanti, come quando avrebbe potuto far cadere il governo, in occasione della votazione di quell'iniquo e ingiusto scudo fiscale, che nella mente di chi ci governa rappresenta la principale fonte di finanziamento delle proprie iniziative. Non sorprende neanche oggi, quando si legge che la Camera dei deputati ha negato l'autorizzazione all'arresto di un componente del governo, che avrebbe avuto rapporti con la camorra, richiesta dalla Procura di Napoli. Oramai i nostri pubblici dipendenti, di governo o di opposizione, non si fidano più della giustizia: fanno quadrato attorno all'indagato sicuri della sua innocenza, perchè, come ci ha già "insegnato" il nostro premier, dei giudici non ci si può fidare. Ma si è sicuri tanto della sua innocenza che il nostro governo sembra che non abbia abbandonato l'idea di candidarlo in Campania alle prossime elezioni regionali.
Destra, sinistra o centro sono ora parole ancora più vuote e lontane da quelle ideologie che le hanno originate.
Il nostro Paese è in piena crisi e lo spettro della disoccupazione si è ormai "fatto carne". L'unica risposta del governo è stata quella di effettuare tagli: alla giustizia, alla scuola, alla sicurezza e tanti altri sono e saranno i settori interessati. Ma a toccare i privilegi della politica non ci si pensa proprio.Eppure lontanto da noi, in Giappone, si è avuto il coraggio e la correttezza di farlo, per evitare sprechi del denaro pubblico.
Per converso, ogni altra fonte di finanziamento "altrui" non può certo essere tralasciata dal governo: persino la liquidazione o il tfr degli onesti lavoratori. Soldi sudati da questi ultimi e prontamente "girati" dall'Inps al Tesoro a copertura della manovra finanziaria 2010, senza chiedere permesso a nessuno, tantomeno a chi se li è guadagnati. Ho ascoltato martedì scorso a Ballarò il ministro La Russa, il quale assicurava il futuro rientro del "prestito", ma alla domanda "come e quando avverrà questo rientro" non mi è sembrato molto convincente: nessuna precisa strategia... il ministro ha semplicemente ribadito l'impegno del governo ad onorare il "prestito". Ma qui il governo deve stare molto attento, perchè con il futuro e il sostentamento dei lavoratori e delle persone non si può certo giocare.
Staremo a vedere...
Prendere o lasciare
post pubblicato in diario, il 3 dicembre 2009


Qualche giorno fa il signor Celli, direttore generale della Luiss, rinomata università di Roma, in una lettera si è rivolto al figlio prossimo alla laurea. In essa, con toni tristi e mesti, consiglia al figlio di abbandonare il nostro Paese che non offre reali possibilità di carriera, dove, "se gli va bene, comincerà guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all'attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai". La prima considerazione che mi viene è che se un personaggio di tale levatura arriva a consigliare questa strada al figlio, vuol dire che siamo messi proprio male. Chissà, forse avrà messo le mani avanti il signor Celli o forse siamo scesi troppo in basso... Leggendo i commenti di risposta alla lettera (sul quotidiano La Repubblica) qualcuno fa notare che se il Signor direttore generale è arrivato fin lì, passando dalla carica di direttore generale della Rai, vuol dire che qualche compromesso dovrà averlo fatto anche lui. Ma queste sono solo cattive allusioni. Ma guardando ai fatti quello che ha detto è assolutamente vero. Nel nostro Paese si tende a premiare chi non sa far niente ma sa comparire in tv, mostrando le proprie grazie ovvero arruffianandosi il potente di turno. Si va avanti a botta di raccomandazioni o, come dice "qualcuno", di "segnalazioni".  
Sulla questione oggi è intervenuto pure il Presidente Napolitano: "
Possiamo far crescere il nostro Paese all'altezza delle conquistate delle società contemporanee più avanzate
". Belle parole, ma nei fatti sono ancora convinto che l'unica strada praticabile per sperare in una possibile società meritocratica sia quella che porta lontano da qui. Nei fatti solo una rivoluzione culturale potrebbe cambiare le carte in tavola: una rivoluzione che potrebbe idealmente partire dall'alto, da chi ci governa, ma che nella sostanza si riduce ad una pomposa velleità.
Ad maiora       

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permalink | inviato da Giovenale 82 il 3/12/2009 alle 12:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Delinquenza di governo
post pubblicato in diario, il 13 novembre 2009


Di essere processato non ne vuole proprio sapere. L'idea che possa essere uguale davanti alla Legge come tutti i normali cittadini non gli vuole proprio entrare in testa. La bocciatura del lodo Alfano sarà stata davvero un brutto colpo: questo sarà il momento giusto per giocarsi il tutto per tutto. Non ha perso tempo e ha subito sguinzagliato il suo personale staff di legali per risolvere una volta per tutte il problema della sua impunità: ecco partorito il processo breve. Sono tre articoli, ma sufficienti a fare piazza pulita delle sue personali beghe giudiziarie. La questione si gioca tutta sulla prescrizione: scatta dopo due anni dalla richiesta del rinvio a giudizio senza che sia stata emessa sentenza. Cito da un articolo della Repubblica tutte le fattispecie di reato che per effetto di questa "porcata" saranno destinate a prescriversi: "abuso d'ufficio, corruzione semplice e in atti giudiziari, rivelazione di segreti d'ufficio, truffa semplice o aggravata, frodi comunitarie, frodi fiscali, falsi in bilancio, bancarotta preferenziale, intercettazioni illecite, reati informatici, ricettazione, vendita di prodotti con marchi contraffatti; traffico di rifiuti, vendita di prodotti in violazione del diritto d'autore, sfruttamento della prostituzione, violenza privata, falsificazione di documenti pubblici, calunnia e falsa testimonianza, lesioni personali, omicidio colposo per colpa medica, maltrattamenti in famiglia, incendio, aborto clandestino".
Il nostro diventerà il paese dei balocchi per tutti i malavitosi: molti processi come quello della Parmalat o quello 
all’ex governatore di Bankitalia Antonio Fazio e al senatore Luigi Grillo per l’aggiotaggio Antonveneta potrebbero cadere senza rendere Giustizia.
L'unica considerazione che mi viene in mente è che purtroppo siamo governati da delinquenti. 
Un test antidoping per parlamentari: una grande pagliacciata
post pubblicato in diario, il 4 novembre 2009


E' davvero curiosa la notizia riportata dall'Ansa: Da lunedì drug test volontario per parlamentari. I nostri "ben pagati" dipendenti si sottoporranno anche loro a un controllo antidoping, come avviene normalmente per gli sportivi di ogni genere. Devono aver scosso molto i fatti degli ultimi giorni: mi riferisco al caso Marrazzo e del suo accostamento, non solo ai trans, ma anche alla cocaina. Ieri si è potuto leggere l'ammissione dell'ormai ex presidente della Regione Lazio in merito all'uso della cocaina, anche se per consumo personale. Questo deve aver davvero scosso la coscienza di questi uomini tanto da spingere il signor Giovanardi, da sempre fiero sostenitore di crociate antidroghe, a promuovere un'iniziativa di "trasparenza". E' davvero un gesto esemplare, senza dubbio. Peccato però che questi parlamentari abbiano la memoria un po' corta. Basti ricordare un piccolo ma significativo episodio che fece a suo tempo un certo scalpore, tanto da far intervenire il garante della privacy. Mi riferisco a quel controllo antidoping effettuato dalle Iene dell'ottobre del 2006 nel quale risultò che un deputato su tre faceva uso di sostanze stupefacenti. All'epoca si parlò di trovata pubblicitaria di pessimo gusto. Si trattò, certo, di un test effettuato all'insaputa degli interessati, ma comunque anonimo. Eppure si gridò allo scandalo. La verità è che se un test antidoping deve essere effettuato, questo deve essere condotto a sorpresa. Nello sport cosa si fa? Si avvisa l'atleta che verrà sicuramente sottoposto al test o che c'è la probabilità che lo sia? Penso più la seconda ipotesi. Quali saranno i risultati? Nessuno dei nostri strapagati dipendenti usa sostanze stupefacenti: in buona sostanza una buffonata e la solita demagogia di chi ha la pretesa di avere sempre ragione. Che peccato...
Lo scudo che protegge la mafia
post pubblicato in diario, il 1 ottobre 2009


"Una amnistia di fatto dietro lo scudo fiscale" titola la rivista on-line Lavoce.info. Basta leggere questo articolo per rendersi conto di come lo scudo fiscale targato Tremonti non sia altro che un'amnistia a favore, non solo di coloro che le tasse non le pagano, ma soprattutto a favore dei gruppi malavitosi (vedi mafia, camorra & co.), che così avranno la possibilità, in perfetto anonimato, di riciclare i guadagni provenienti dalle loro sporche attività criminali.
Finora, i sostenitori di questa misura legislativa (si veda Pdl e Lega) si sono affrettati a giustificarla citando la stima dell'introito (circa 300 miliardi di euro) a copertura del debito pubblico italiano, ormai traboccante. Ma quelli dell'opposizione che fanno? Stanno zitti? Ma neanche per l'idea, sono accorsi subito in tv in vari programmi a fare la propria comparsata e a deprecare l'iniziativa. Peccato, però, che quando è davvero il momento del bisogno non si fanno mai vedere. Eh sì, perchè, come fa notare un articolo del quotidiano "Il Fatto", quando si è trattato di passare dalle "grida" ai "fatti" non è intervenuta. PD e UDC, assenti ingiustificati alla Camera, hanno salvato lo scudo di Tremonti, che, sentitamente, manderà una lettera di ringraziamento. Sono stati soprattutto i leader del Pd che hanno dato buca, troppo impegnati nel loro congresso per la presa del potere: si scannano tra di loro per stabilire chi sarà il prossimo a prenderle da Berlusconi.
Un commento rivolto sia al governo che all'opposizione: vergognatevi.
D'Addario, il pomo della discordia
post pubblicato in diario, il 1 ottobre 2009


"Stasera la D'Addario da Santoro". Il programma AnnoZero ha deciso di sfidare l'esecutivo dopo la polemica puntata di giovedi scorso che ha visto solo mandare una semplice ma efficace intervista della signora, divenuta ormai pomo della discordia in ambito politico. Quelli del Pdl hanno già deciso di boicottare la trasmissione evitando di comparire o di prestarsi al "gioco" di Santoro. Eppure proprio ieri il premier ha augurato lunga vita allo stesso Santoro e alla Dandini, dal momento che con i loro programmi portano voti al Pdl. Forse ci sarà una querela in diretta, visto che si preannuncia la presenza del  Ghedini, l'avvocato del premier.
La sensazione è che la D'Addario spaventi l'esecutivo e si debba fare di tutto per evitare che possa parlare in tv e raccontare la sua versione dei fatti, suffragata da registrazioni. Si vedrà come andranno le cose.
Il cane e il palo: Libertà di informazione
post pubblicato in diario, il 26 settembre 2009


Una mano nera minacciosa sta per calare sulla trasmissione televisiva più discussa del momento.
"AnnoZero, si muove il governo" titola un articolo della Repubblica, quotidiano diventato nemico giurato del premier Silvio Berlusconi. Ancora, “AnnoZero, via all’istruttoria; Schifani alla Rai: basta gossip” è, invece, il commento del Corriere della Sera.

E’ bastata una sola puntata, “Farabutti”, ad esacerbare il dibattito politico e far scendere in campo i paladini a difesa del Cavaliere. Il tema della discussione? Il caso escort che ha coinvolto il premier e che ha riempito i giornali nazionali e internazionali, ma, soprattutto, la questione della libertà di informazione. Ma, forse, ciò che ha colpito maggiormente la sensibilità dei nostri politici (dell’ala destra del nostro Parlamento) è stata l’intervista che ha riguardato la signora direttamente coinvolta nel caso escort, tale Patrizia D’Addario. Perché questa intervista dà poi così fastidio? Finora sui giornali non si è parlato d’altro… addirittura la signora-rina l’abbiamo vista alla mostra di Venezia tra le varie comparsate di turno. Eppure, come  è stato sottolineato durante la trasmissione “incriminata”, nessuna televisione nazionale sembra aver finora dato spazio alla versione dei fatti della D’Addario in una intervista. A questo ha posto rimedio, per così dire, AnnoZero giovedì sera. E questo ha permesso a circa 5 milioni di italiani di sapere come le cose sono andate (ovviamente secondo le dichiarazioni della D’Addario e secondo le di lei registrazioni). In questo modo 5 milioni di italiani, che difficilmente sarebbero stati raggiunti attraverso dei quotidiani “sovversivi” e “anti-italiani” come Repubblica, Unità e Corriere della Sera, hanno potuto sapere. Un punto a favore della libertà di informazione si potrà dire… per qualcuno forse no. Per questo ultimo le cose sarebbero diverse: infatti si afferma che la libertà di informazione sussiste proprio per la presenza in tv di trasmissioni come AnnoZero, Che tempo che fa, Report, o Parla con me della Dandini che attaccano e assillano il governo Berlusconi. Ma, a mio modesto parere, cercare di mettere i bastoni tra le ruote, o boicottare tali programmi consiste proprio nel cercare di restringere la libertà di informazione. Faccio alcuni esempi. AnnoZero è forse una trasmissione un po’ faziosa, schierata politicamente, ma, come fa notare Santoro, è tra le poche trasmissioni che non si finanzia attraverso il canone, ma attraverso la pubblicità. Report è un ottimo programma di inchieste, non schierato, a cui si minaccia di sottrarre la copertura legale. Videocrazy è un film che descrive l'ascesa delle tv private italiane negli ultimi 30 anni e l'affermarsi di veline, tronisti e della filosofia dell'apparire per essere qualcuno: il trailer di questo film, presentato alla mostra di Venezia, è stato censurato da Mediaset (ovviamente) ma anche dalla Rai. La Rai è una tv pubblica, non di regime e su di essa DEVE essere garantita  anche la presenza di trasmissioni che possano liberamente criticare l’operato del governo e la condotta del suo primo ministro, laddove discutibile.

Concludo con una citazione fatta da Enrico Mentana durante la prima puntata di AnnoZero: l’informazione non dovrebbe essere quel cagnolino controllato col guinzaglio, ma quello che orina sul palo ( vedasi chi ci governa), laddove sia doveroso.

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